Il profilo dei “primi” dieci traditori della storia. Chi sono, che fecero, quando vissero…

Per i cristiani il peggior traditore della storia è stato Giuda perché tradì Gesù. Ma, si è scritto anche, che quel tradimento era necessario affinché si compissero le Sacre Scritture. Se il cerchio poi si allarga davvero ai peggiori dieci traditori della storia entrano dentro vicende ed epoche che, in molti casi, hanno cambiato il corso degli eventi. Massimo Manzo è andato a scovare proprio quei “primi” dieci traditori che nella classifica della storia non sono stati mai dimenticati. Vediamo chi sono…


C’è chi ha voltato le spalle alla propria famiglia. Chi ha cospirato contro la Patria. C’è chi ha rinnegato la propria comunità e chi invece è venuto meno a patti e sodalizi che sembravano eterni. Da sempre il tema dei traditori è al centro di molte attenzioni e soprattutto della storia in tutte le sue epoche. Massimo Manzo ha voluto realizzare una selezione dei “primi” dieci traditori della storia e li ha scelti con criteri diversi: i più odiati di tutti i tempi, soprattutto, il cui nome è diventato quasi da subito sinonimo di tradimento. Troviamo allora Efialte di Trachis vissuto nel V secolo A.C.. Di lui sappiamo pochissimo. Forse fu un pastore originario di Trachis, in Grecia e la sua colpa, il suo tradimento fu quello di aver aiutato i Persiani ad aggirare il passo delle Termopili nel 480 a.C.. Il suo gesto condannò al massacro i celebri 300 guerrieri Spartani di Leonida I durante la battaglia. Efialte lo racconta lo storico Erodoto e dice che, dopo il tradimento, fuggì, venne poi ucciso da un suo concittadino.

Ugolino della Gherardesca (1220 CIRCA – 1289) fu un nobile Ghibellino pisano. Conte Ugolino passò alla fazione avversa dei Guelfi e venne in seguito accusato di favorire le città rivali di Pisa. Fu imprigionato e condannato a morte. Nella Divina CommediaDante Alighieri lo pone nel girone infernale dell’Antenora (riservato ai traditori della Patria), suggerendo che durante la prigionia arrivò a cibarsi dei propri figli.

La Malinche (XVI Secolo) era la figlia di un capo nativo dell’attuale Messico, Malinche, venne venduta come schiava dopo la morte del padre e divenne poi un’interprete al servizio degli spagnoli, nonché l’amante del loro leader Hernán Cortés, approdato in Messico nel 1519. La Malinche aiutò gli invasori a sottomettere la civiltà azteca, tanto che in America Latina la parola malinchista significa “venduto” allo straniero. Bruto e Cassio (I secolo A.C.) vissero al tempo di Giulio Cesare il quale, malgrado li avesse perdonati entrambi nel corso delle guerre civili, Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino (questi i loro nomi per esteso) furono tra i principali animatori della congiura che portò nel 44 a.c. alla sua uccisione. Sconfitti in seguito da Ottaviano e Marco Antonio nella battaglia di Filippi, entrambi i “cesaricidi” si suicidarono nel 42 a.c.

Forse il più noto tra i traditori della storia, Giuda Iscariota (I secolo D.C.) era probabilmente originario di Kerioth (una città della Giudea), dopo essere entrato a far parte dei discepoli scelti da Gesù, “vendette” il suo maestro al sinedrio per 30 denari d’argento, segnalandone l’identità alle guardie con il celebre bacio. Pentito, poco dopo si impiccò a un albero (della specie Cerci siliquastrum, l’Albero di Giuda, che ancora oggi porta il suo nome). Mir Jafar Ali Khan Bahadur (1691 – 1765) dopo aver fatto strada alla corte del Bengala (attuale Bangladesh), passò dalla parte degli inglesi e durante la battaglia di Plassey, nel 1757. Ricevette da questi il titolo di nababbo, facilitando la loro conquista dell’India. Dopo alterne vicende, morì di vecchiaia, odiatissimo dai suoi compatrioti. Benedict Arnold (1741-1801) fu un generale carismatico che agì durante la guerra d’Indipendenza americana (1775-1783). Fu uno dei principali responsabili della vittoria dei coloni contro i britannici a Saratoga (nel 1777), ma negli anni seguenti indossò la “giubba rossa” voltando le spalle alla causa indipendentista. Protetto ma disprezzato dai nuovi padroni, riuscì a salvarsi fuggendo in Inghilterra. Charles Maurice De Talleyrand (1754-1838) fu un aristocratico francese. Assunse incarichi politici di primo piano durante la Rivoluzione ed il Regime napoleonico. Tradì continuamente perfino lo stesso Napoleone. Rimase in sella anche dopo la caduta di quest’ultimo e divenne, persino, protagonista del successivo congresso di Vienna (1815), rappresentando la monarchia borbonica. Vidkun Quisling (1887-1945) già leader di una formazione di estrema destra norvegese, nel 1940 appoggiò l’invasione tedesca del proprio Paese e divenne capo del regime fantoccio installato da Hitler in Norvegia. Processato per alto tradimento, fu condannato a morte nel 1945. Infine i Cinque di Cambridge che nel secolo scorso furono brillanti accademici dell’università inglese di Cambridge ma anche traditori della Patria. A partire dagli anni ’30 e per buona parte della Guerra fredda, Anthony Blunt, Donald Maclean, Kim Philby, Guy Burgess e John Cairncross furono spie e fornirono informazioni top secret ai sovietici, e riuscirono anche tutti a salvarsi. Le loro “soffiate” furono tra le operazioni più riuscite di sempre dello spionaggio russo.

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