“Il suono è un altro sguardo”, parola (e libro) fresco di stampa di Girolamo De Simone


di francesco de rosa |


Voleva dare un luogo e cioè un libro che rimanesse traccia indelebile per ricostruire e lasciare (generosamente) ai posteri quei punti cardini, snodi cruciali, sunti e spunti d’esperienze umane e musicali, i risultati di studi e di ricerche, le tappe di un percorso intenso e sempre entusiasta che da decenni il musicista napoletano Girolamo De Simone avanguardista (quando in pochi lo erano) legato alla musica di frontiera (quando in pochi la conoscevano e, ancor di più, la capivano). Ne è venuto fuori un libro delizioso già a partire dal titolo, “Il suono è un altro sguardo”, edito da Crac edizioni che apre uno sguardo sul futuro, su un nuovo modo di suonare ed ascoltare la musica che consigliamo a tutti.


Appena pochi giorni fa, era il 18 giugno, Donato Zoppo, collega di forti ed apprezzate competenze sul mondo della musica e sulla complessità dei temi e delle esperienze che essa è capace di sprigionare non ha resistito a rendere pubblico un incontro di lì a poco avvenuto. Dacché, come egli stesso ha scritto pubblicando la foto della copertina del libro “Il suono è un altro sguardo” che aveva appena avuto in dono dall’Autore ed amico Girolamo De Simone il giorno prima, «gli incontri propizi – ha scritto Donato Zoppo – sono dettati dalle meccaniche celesti dell’improvviso. Architetture dell’insondabile. Ieri stavo setacciando con mia figlia le bancarelle di libri a Port’Alba e avvisto da lontano il maestro, solitario: andatura pensierosa un po’ china, borsa di pelle in una mano, busta verde contenente un disco nell’altra. Ci eravamo rivisti, dopo anni, il mese scorso alla Domus Ars. Ci siamo incrociati ieri in un istante che supera gli universi assenti e si fa presenza presente. Breve ma simbolica. Mi regala il suo nuovo libro, copia fresca di stampa tipo pagnotta fragrante (“Il suono è un latro sguardo” ndr.). Mi mostra l’ennesima ristampa di Luciano Cilio, vinile bianco icona contemporanea. Il suono è evocazione, sostiene. Evocazione di un senso che scende su chi è lì (a suonare, oppure ad ascoltare)». E mai cosa più bella e sintetica poteva scrivere qualcuno che sa e conosce le trame ed i temi che nascono attorno alla musica ed alla vita di Girolamo De Simone del quale, con grande gioia, segnalo l’uscita di questo suo nuovo libro a cui va il pregio, già meditato quando voleva scriverlo, di dare tracce attorno a cose che nella musica contano e sono importanti se si pensa che è la musica il linguaggio più universale e misterioso che l’uomo possa vivere. Della quale tutti ne parliamo, molti ne la fanno, l’umanità la ascolta. Chi si può dire avverso, infatti, all’esperienza che ad ogni ascoltatore è data? Una canzone, quel motivo che resta nella memoria, quella voglia di saperla cantare la canzone come la vita che porta sempre con sé una trama, un espediente, un incipit, la bellezza di un testo, la complessità di uno spartito, la luce luminosa di una voce e di tutto ciò di cui si compone l’esperienza musicale di ogni fruitore. Dacché se, come è è vero e come si legge in quarta di copertina del nuovo libro di Girolamo De Simone, “il suono è evocazione. Evocazione di un senso che “scende” su chi è lì (a suonare, oppure ad ascoltare)“. quale migliore impresa può dare a se stesso il lettore, la lettrice di questo nuovo libro (non certo il primo) che Girolamo De Simone ha pubblicato. Libro della piena maturità umana e professionale, del disincanto, dell’approccio di grande umiltà, di rigore e competenze di cui Girolamo De Simone è oggi si fa testimone.

Il libro di Girolamo De Simone così come “esposto” in rete da Donato Zoppo

Centoquarantaquattro pagine, un’arguta e bella introduzione di Gabriele Montagano collega di Girolamo De Simone nella docenza e nella professione musicale, una bella veste grafica, l’utilità di spartiti e persino di codici con i quali il lettore può andar a sentire in rete ciò di cui Girolamo De Simone argomenta in testi sempre comprensibili e pensati per il pubblico giovane di studenti e appassionati a cui Girolamo De Simone dedica molte e belle energie: un’attenzione spasmodica in nome dell’amore per la musica che lega docente e discenti. Un libro, tuttavia, che può servire molto e che quindi è estremamente da consigliare a coloro che alunni non lo sono più per età e professioni ma ai quali la musica, comunque, si rivela in tante forme di vita quotidiana. Come facciamo a seguire tutte le “profondità che la musica porta con sé, ad interpretare le sue profondità per non perderci tra quei codici di generi, stili ed ambiti diversi che la musica ha per non banalizzare mai l’esperienza che ne può venire anche da “profani” musicisti? E qual è il giusto approccio che va osservato per chi apprende a suonare come per chi ascolta senza rischiare di creare “steccati” che la musica non vuole e con compendia? E, ancora, come riuscire a sublimare e a capire davvero, anche senza aver frequentato alti studi musicali, tutta la grandezza d’ispirazione e di portata di cui la musica diventa percorso, possibilità, stato? Bel oltre il “tecnicismo” o la supponenza autoreferenziale di tali musicisti in ogni epoca storica, anzi, esattamente al suo opposto, il nuovo libro di Girolamo De Simone offre una lettura del tutto inedita che trovo bellissima dacché capace di mescolare tutte le forse della scrittura (ora testo e concetto, ora paragrafo o nota, ora poesia, ora semplicemente aforisma) che non diventa mai, in questo libro, puro contorno, secondario ed ininfluente persino dei diversi spartiti musicali né degli argomenti che della musica pure si fanno percorso conoscitivo di questo libro. Vi sarà facile acquistarlo in rete e farvelo arrivare direttamente a casa in pochi giorni. E quando accadrà, sono sicuro, troverete la stessa magica leggerezza che si avverte quando si comprende che chi ha scritto ha fatto del dono la più bella condivisone che si possa avere e vivere.

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