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A Napoli “Sogni senza confini, tra Sacro e Profano” dal 19 aprile al 4 maggio. Ovvero le opere di quattro grandi artisti

Dal prossimo 19 aprile, e fino al 4 maggio, presso la Chiesa di San Severo al Pendino, luogo pieno di suggestioni e di arte, sarà aperta al pubblico un percorso/mostra d’arte assai suggestivi a cui hanno concorso quattro artisti contemporanei, Luca Dall’Olio, Giancarlo Montuschi, Ciro Palumbo e Massimo Sansavini, che hanno dato vita a “la Fabbrica dei Sogni” un progetto itinerante che sta raccogliendo molti consensi. E a Napoli, c’è da scommettere, saprà ispirare inedite e nuove suggestioni. Ne abbiamo parlato, per caso e per amicizia, con uno dei loro, Luca Dell’Olio che, intanto, ferve d’entusiasmo, bresciano com’è, all’idea di condividere le sue opere d’arte, alcune delle quali creati per l’evento, con il “popolo” napoletano.

Assieme a Giancarlo Montuschi, Ciro Palumbo e Massimo Sansavini, Luca Dall’Olio ha dato vita innanzitutto a “la Fabbrica dei Sogni” un progetto itinerante di cui ci ha parlato anche nell’intervista che gli abbiamo voluto rivolgere. Parla a nome del suo innato estro artistico, Luca, ma anche a nome dei suoi “compagni di viaggio” e di progetto che, questa volta, approda a Napoli. Lui, nato a Chiari (Brescia) è un concentrato di vitalità, d’azione creativa, di buon umore, di veggenza e visione. Luca è l’amico che conosci per caso e che ti par d’essere stato amico da sempre. Era l’alunno del il Liceo Artistico Foppa di Brescia, qualche decennio fa, ma era esattamente così come ora. Si diplomò all’Accademia di Brera nel 1980 per poi iniziare immediatamente la sua carriera artistica. Nel 1986 venne pubblicata la prima monografia dedicata al suo lavoro. Era intitolata “Luca Dall’Olio, un giovane principe nell’impero dei segni”, seguita da “Sedimentazioni Sentimentali”, altra monografia uscita nel 1990 in occasione della mostra all’interno del prestigioso Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Intorno al 2002 Luca Dall’Olio realizzò per la stazione della metropolitana Villa Bonelli di Roma un importante mosaico di 20 mq.

Il suo mezzo principale di espressione è stato da sempre la pittura ad olio, ma i suoi lavori includono serigrafia, scultura, e fotografia. Gli strumenti utilizzati sono pittura acrilica, foglia oro, piombo, legno, acciaio, ferro e rame. I suoi viaggi alla scoperta del mondo e dei luoghi più nascosti dell’amata Italia sono sempre stati per l’artista un’infinita fonte di ispirazione e un’occasione per filtrare e reinterpretare volti, paesaggi, città e culture lontane. Ispirazione e grande rispetto anche nei confronti dell’opera dell’espressionista Ernst Ludwig Kirchner e dell’artista e architetto Friedensreich Hundertwasser. Luca ha esposto ed espone presso gallerie e istituzioni museali nazionali e internazionali, e in fiere d’arte moderna e contemporanea, come la Miami International Expo e la Art Expo di NY. Partecipa alla XII Esposizione Nazionale Quadriennale di Roma, e nel 2011 viene selezionato tra gli artisti del Padiglione Italiano della “Biennale di Venezia – 54. Esposizione Internazionale d’Arte”. Recentemente coinvolto nel sociale con progetti e laboratori di Arteterapia, l’ultima collaborazione è con i ragazzi della Cooperativa Sociale Zefiro. Il progetto è poi sfociato nella mostra collettiva “Dare forma ai Sogni” presso la Porta Sant’Agostino di Bergamo. È stata realizzata una mostra personale di Luca Dall’Olio presso la prestigiosa sede della Fondazione Morcelli a Chiari (BS), che sotto la curatela e critica di Paolo Cappelletti ha esplorato le diverse direzioni tematiche della produzione dell’artista.

Luca, assieme a Giancarlo Montuschi, Ciro Palumbo e Massimo Sansavini, sarà così a Napoli dal prossimo 19 aprile il giorno in cui aprirà la mostra “Sogni senza confini, tra Sacro e Profano” nel cuore della città presso la Chiesa/Cappella di San Severo al Pendino. Ci resterà fino al 4 maggio. Sicché abbiamo voluto incontrarlo in anteprima e porre a lui alcune delle domande che una mostra così pensata induce a fare. Quasi un viatico ed un amuleto (stando a Napoli) affinché, quella città nota per antonomasia essere tra le più ospitali, così complessa e così rumorosa, così sacra e così misteriosa possa diventare feconda e foriera di belle cose per i quattro artisti (nella foto in basso) che hanno deciso di farvi tappa per i quali Luca Dall’Olio ha voluto parlare.

Luca, come nasce questa mostra che sarà a Napoli dal 19 aprile al 4 maggio prossimi?
«Questa mostra nasce grazie all’amicizia di quattro artisti, Luca Dall’Olio, Giancarlo Montuschi, Massimo Sansavini, Ciro Palumbo, dalla nostra costante voglia di confrontarci, raccontarci e vivere dei momenti in comune condividendo emozioni».

Come può definirsi la tua arte?
«Io non eseguo copie dal vero, bensì dipingo il mio racconto interiore, interpretando la “parola del cuore”. Trasformo le emozioni in forme e colori con il costante desiderio di indagare la natura e ciò che si cela oltre essa. Sono guidato dalla forza del sogno, sia notturno che ad occhi aperti, e inseguo costantemente l’idea che sia possibile realizzare i nostri sogni, i nostri desideri più profondi. Il paradiso e l’inferno terrestre esistono? Forse, comunque la possibilità di sognare è espressione di alcuni degli aspetti più affascinanti, permanenti e universali dell’animo umano».

A quali maestri ti sei ispirato?
«Ispirazione e grande rispetto nei confronti dell’opera dell’espressionista Ernst Ludwig Kirchner e dell’artista-architetto Friedensreich Hundertwasser».

Come incide la tua terra nei tuoi quadri?
«I miei viaggi alla scoperta del mondo e dei luoghi più nascosti dell’amata Italia sono sempre stati per me un’infinita fonte di ispirazione e l’occasione per conoscere e reinterpretare volti, paesaggi, città e culture vicine e lontane».

Che sogni fai a quest’età?
«Alla mia età, con le esperienze che ho accumulato e vissuto intensamente, faccio sogni meravigliosi, Si può sognare ad occhi aperti, si può viaggiare restando fermi. Ci sono momenti magici, c’è un tempo per la felicità, per tristezze infinite ed io non riesco ad immaginare una vita senza sogni. Rappresento paesaggi fuori dal tempo e dallo spazio che esprimono un
senso di armonia e di equilibrio perché mi piace immaginare un mondo migliore, regolato da ideali di giustizia e di pace, dove gli uomini possano vivere accomunati da valori quali la fratellanza e il rispetto reciproco, dettati da armonia e bellezza».

Che cosa porterai a Napoli di Napoli?
«Porterò il mio amore verso questa meravigliosa città e la mia simpatia per una terra unica impregnata di luoghi incantati, di miti e di leggende che rendono Napoli ancora più affascinante».

Come puoi definire l’arte oggi? L’arte in te?
«L’arte è la capacità di trasmettere emozioni e messaggi, senza dimenticare la conoscenza del bello e dell’armonia. È come oltrepassare un varco e riscoprire che posso perdermi in un nuovo universo costellato di simboli e significati, è una dimensione straordinaria e privilegiata e il mio tentativo è quello di far partecipe lo spettatore, di coinvolgerlo nella meraviglia delle mie visioni e condividere con lui un messaggio speciale».

Che cos’è la fabbrica dei sogni?
«La fabbrica dei sogni è un progetto itinerante nato spontaneamente da quattro artisti di origini diverse, legati dalla stessa fonte di ispirazione. Ci accomuna una poetica legata alla dimensione del sogno, della fantasia. L’obiettivo è quello di diffondere la nostra arte e la nostra interpretazione della vita attraverso esposizioni, incontri ed eventi artistici».

Che cosa raccomandi a chi verrà a visitare la tua mostra?
«Raccomando di essere pronto a fuggire per qualche attimo dalla routine del quotidiano, dalle amarezze del vissuto, pronto a farsi trasportare in un’altra dimensione, dove torniamo bambini e abbiamo tutta la vita per sognare e coltivare speranze».

Che cosa sai di Napoli?
«So che Napoli è stata fondata dalla Sirena Partenope, che Virgilio ha nascosto un uovo magico nelle segrete del castello prima che la regina Giovanna riuscisse a sostituirlo per evitare che la città crollasse. So che la regina adottò, oltre a un cavallo, un particolare animale da “compagnia”, il mitico coccodrillo utile per eliminare i numerosi amanti. Molti palazzi sono abitati da fantasmi e spiriti mentre il Vesuvio non esisterebbe senza Napoli e questa non sarebbe tale senza il Suo vulcano. San Gennaro, per fortuna, veglia sempre sulla città. Ho avuto la possibilità di venire a conoscenza di miti e leggende affascinanti della storia di Napoli e dei suoi monumenti più rappresentativi e poi tramite la mia arte ho avuto la fortuna di interpretarli e di esprimerne la meraviglia».

Ecco di seguito alcune delle opere di Luca Dall’Olio che saranno in mostra a Napoli.

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