NAPOLI – L’hanno chiamata la “rivoluzione gentile” dei bambini che difendono la bellezza. C’è una periferia che non si rassegna all’abbandono e che sceglie di ripartire dai suoi simboli più preziosi. Nelle giornate del 22 e 23 giugno, le strade di San Giovanni a Teduccio hanno vissuto una mobilitazione spontanea e corale, capace di unire la salvaguardia della memoria storica alla tutela ecologica del territorio. Il fulcro di questa ondata di partecipazione è stata la seicentesca Cappella del Santissimo Rosario, in Corso San Giovanni, trasformata per quarantott’ore nel quartier generale di una straordinaria lezione di educazione civica all’aperto.
Il gazebo di ASIA sul sagrato ritrovato
L’edificio storico, di proprietà della Curia napoletana, ha mostrato finalmente la sua facciata monumentale, liberata dai ponteggi dopo i delicati interventi di consolidamento strutturale. Ma la ritrovata armonia architettonica della cappella, che a breve vedrà anche l’avvio dei restauri interni, strideva da tempo con il degrado dello spazio circostante, spesso trasformato in una discarica a cielo aperto da sversamenti illeciti.
Proprio per aggredire questo problema, ASIA Napoli ha piazzato un proprio info-point davanti alla chiesa, lanciando una campagna d’ascolto pensata per intercettare le denunce dei residenti e proporre soluzioni concrete. L’iniziativa di questi giorni è solo il primo passo di una strategia più ampia: i promotori hanno già confermato che l’area sarà presto sottoposta a controlli più severi e protetta da un sistema di telecamere di videosorveglianza.
Al fianco del personale dell’azienda ambientale, dei rappresentanti della Municipalità, dei comitati e delle parrocchie, si è schierata in prima linea una rappresentanza degli studenti dell’I.C. 46° Scialoja-Cortese-Rodinò. La loro presenza ha radici lontane, dato che gli alunni dell’istituto hanno adottato simbolicamente questo luogo di culto già negli anni scorsi per sottrarlo all’oblio.
“Le Sentinelle del Rispetto” conquistano il quartiere
I bambini, impegnati nelle attività del campo estivo scolastico, hanno preso possesso del marciapiede con il titolo emblematico di “Sentinelle del Rispetto”. Insieme ai loro genitori, i piccoli attivisti hanno esposto cartelli e striscioni colorati realizzati durante le ore di lezione, contenenti messaggi diretti a risvegliare la coscienza ecologica della cittadinanza. Una parte di questi manifesti è stata poi posizionata dalle famiglie nei punti più critici del quartiere per garantire che l’appello al decoro restasse visibile anche nei giorni successivi.
La mobilitazione si è presto trasformata in un’indagine sul campo. I ragazzi hanno fermato i passanti per sottoporli a un questionario sulle abitudini legate alla raccolta differenziata, raccogliendo dati statistici utili per i progetti didattici della scuola. Davanti ai cittadini meno informati, gli studenti si sono fatti educatori, distribuendo i vademecum di ASIA e spiegando le buone pratiche del riciclo. L’evento ha coinvolto intere famiglie, che hanno approfittato del presidio per confrontarsi direttamente con gli operatori sui dubbi legati alla gestione quotidiana dei rifiuti domestici.
Una rete associativa per la rinascita culturale
Il successo di queste giornate riflette l’efficacia di un’alleanza comunitaria molto vasta. Il recupero della Cappella del Rosario è stato infatti caldeggiato e sostenuto dal Decano, dalla Parrocchia San Giovanni Battista, dal Comitato Civico e da una fitta rete di sigle locali, tra cui ACLI Beni Culturali, Barra R-Esiste, Figli in Famiglia, l’ODV “Il Sorriso”, Gioco Immagini e Parole, Il Mondo che Vorrei, “Voce nel Deserto” e il Centro Subacqueo S. Erasmo.
Tutti uniti per difendere una struttura che custodisce sull’altare la splendida tela seicentesca della Madonna del Rosario, attribuita al pennello di Francesco de Amato su commissione di Felice Garofalo. L’orizzonte finale condiviso con la Curia è ambizioso: trasformare questo monumento ritrovato in un centro permanente di aggregazione e promozione culturale per l’intera area orientale.
Lo sguardo della scuola
A tracciare il senso profondo dell’operazione è la Dirigente Scolastica dell’I.C. 46 Scialoja-Cortese-Rodinò, la dott.ssa Rosa Stornaiuolo, che rivendica il ruolo della scuola come motore del cambiamento sociale: “La scuola ha il dovere di abitare il territorio e trasformare la cittadinanza in azione concreta. Vedere i nostri alunni diventare ‘Sentinelle del Rispetto’ davanti alla Cappella del Rosario – un bene che hanno adottato e che oggi rinasce – dimostra che la bellezza va difesa dal degrado. Insegniamo ai ragazzi che lo spazio pubblico appartiene a loro: la presenza dei genitori e la rete con ASIA e le associazioni dimostrano che quando San Giovanni unisce le forze, la rinascita della periferia diventa realtà, partendo proprio dai passi dei nostri studenti.“





