Quando le leggi sono ingiuste e la disobbedienza è civile nel nuovo libro di Leandro Limoccia


di francesco de rosa |


Lungo 1038 pagine stampate nel 2021 ma, di fatto, per gli ostacoli della pandemia di questi mesi, non ancora presentato, il corposo volume di Leandro Limoccia dal titolo “Disobbedienza civile a leggi ingiuste” sarà presentato ufficialmente ai primi di febbraio. Docente universitario, intellettuale pragmatico e dallo stile mite, Leandro Limoccia è anche una delle anime belle di Libera, cofondatore del movimento associativo con Luigi Ciotti. Già vice Presidente Nazionale di Libera e responsabile nazionale della Formazione. Oggi al Dipartimento di Economia, Management, Istituzione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e intanto impegnato contro ogni forma di illegalità nonché avvezzo alla vicinanza di chi vive il disagio sociale in ogni sua forma. A partire da Portici, città dall’alta densità abitativa che vive sul mare a pochi passi da Napoli


Erano giovanissimi Leandro e Giovanna quando il cammino iniziò a prendere forma. Compagni d’impegno civile e poi di vita che oggi seguono all’unisono le soddisfazioni e le conquiste, una famiglia, due figli e le mille preoccupazioni anche legate a chi, in questi ultimi anni, voleva sabotare il loro impegno che trova presso il Presidio di Portici la prima linea dei loro temi civili, sociali e culturali. Vollero farlo nascere e farlo crescere Leandro e Giovanna quel Presidio che oggi è un punto di riferimento per la città di Portici e non solo. Sicché presso la depandance di villa Fernandez dove un tempo c’era la dimora lussuosa del boss di camorra e ora un bene confiscato usato dalle istituzioni e da Libera Leandro Limoccia resta in prima linea dando il pari impegno d’azione concreta e di studio attingendo in questo anche da un curriculum vitae di tutto rispetto. Dottore di ricerca in Diritto Comparato e Processi d’Integrazione, avvocato, mediatore, Leandro Limoccia ha conseguito il Master Universitario in Mediazione familiare e dei conflitti interpersonali e il Master Universitario in valorizzazione e gestione dei beni confiscati alle mafie. Fronti che gli hanno consentito di svolgere attività didattica e scientifica presso il Dipartimento Scienze Politiche “Jean Monnet” dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Impegnato in questi anni anche presso il Dipartimento Scienze Politiche dove ha coordinato il corso “Società e Giustizia” e svolto ricerche sulla cittadinanza e le mafie. Già docente di Sociologia della devianza e della criminalità e componente del Comitato Scientifico del Corso di Alta Formazione Dottrina Sociale della Chiesa e Costituzione Italiana presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “S. Pietro” di Caserta della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Oggi il suo fronte d’insegnamento universitario è l’attività didattica e scientifica che svolge presso il Dipartimento Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli e l’amore verso i suoi studenti che lo seguono con passione.

Uscito dallo stabilimento tipografico della casa editrice Editoriale Scientifica già nel corso del 2021, “Disobbedienza civile a leggi ingiuste” è il libro con cui Leandro Limoccia porta attenzione su un tema poche volte trattato prima d’ora e soprattutto mai trattato con il supporto di diversi studiosi, intellettuali, alti prelati e competenze variegate. Da Luigi Maria Sicca a Raffaele Nogaro, da don Tonino Palmese a Carmen Capoluco, da Enrico Euli a Giuseppe Cataldi, Gianni Cerchia, Giuseppe Limone, Rosaria de Marco, Francesco Gesualdo, Gianmarco Pisa. Da Vincenzo Lombardi a Renato Salvetti e Gino Magurno. E poi Enrico Peyetti, Giuseppe Cotturri, Edoardo Mollona, Fedele Lizzi, Franco Pezzella, Massimo Bray, Giacomo Di Gennaro, Gianni Massa, Gianluca Medas, Carlo Crespellani Porcella, Silvano Tagliagambe, Valdo Spini, Nunzio Cennamo e Carla D’Antò, Carlo Patrizio, Patrizio Connella, Pedro Enriquez Martinez, Raffaele Gorgoni, Antonio Vitolo, Pietro Folena, Donatella Trotta, Paolo Naso, Nicola Lettieri, Fiammetta Fanizza, Cesare Moreno, Luca Signorini, Carmine Nardone, Silvia Tessitore, Stefania Caiazzo ed altri a cui Leandro Limoccia ha fatto scrivere o parlare per affrontare, dalle loro diverse ed autorevolissime visioni, ben più di una riflessione sul tema delle leggi ingiuste e della disobbedienza civile. Persino dei limiti entro i quali essa può esprimersi. Un libro che, in 1038 pagine, – si legge – “attraverso la lettura sociologica, tocca e interroga diversi aspetti dell’antimafia, della pace, della disobbedienza civile: giuridici, politici, economici, filosofici. Un libro che cura l’approccio transdisciplinare con il pluralismo culturale, etico, religioso, scientifico, offrendo una lettura suggestiva della nostra società. Perché di fronte alle disuguaglianze, agli orrori dell’ambiente degradato e saccheggiato, alla crisi climatica, alle profonde ingiustizie, occorre tornare all’umanesimo disobbediente, al dovere della rivolta, alla nonviolenza: per cambiare il sistema economico e politico e favorire la partecipazione attiva. Perché la solitudine delle minoranze non deve scoraggiare. Perché le minoranze possono aver ragione e le maggioranze torto. E ubbidire ai comandi della legge non sempre è un gesto buono. Perché la storia ci ha insegnato che i grandi cambiamenti non partono mai dall’alto, ma dal basso. E la scelta dei profeti, dei sognatori, dei martiri, il coraggio, la determinazione e la responsabilità di alcuni diventano poi seme, coscienza collettiva diffusa e prospettive alari.”

Ai primi del prossimo febbraio Leandro Limoccia presenterà il suo volume e già il dibattito sui contenuti che traccia si è aperto. Sullo sfondo tutti gli sforzi per dar vita ad ogni iniziativa che possa far bene alla battaglia contro ogni illegalità, all’impegno per aiutare a rigenerare la politica anche localmente. Un fronte sul quale non poche volte Leandro Limoccia ha dovuto subire tutte le resistenze e, persino, atti d’intimidazione che Leandro Limoccia ha più volte subito. Vari altri saggi ha dato alle stampe e pubblicato in questi anni Leandro Limoccia. Ha scritto sul tema dell’usura dal titolo “Caratteri del fenomeno e strategie d’intervento” (1995); e ancora “Vite bruciate di terra. Donne e immigrati. Storie, testimonianze, proposte contro il caporalato e l’illegalità” (1997); “Il diritto e la giustizia come un fiume in piena nella nostra vita. Documento di denuncia, impegno e lotta nonviolenta alla luce delle beatitudini contro le mafie e le illegalità a partire dalle Chiese” (2009); “Petali di vita. Don Peppe Diana: un cammino per la giustizia” (2010); “Cittadinanza digitale e legalità in Terra di Lavoro (2012); Diritto Penitenziario e Dignità Umana” (2012); “Criminalità economica e casi studio” (2017).

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