La periferia di Napoli si riscopre capitale dell’accoglienza e della cittadinanza globale. Per il secondo anno consecutivo, il plesso scolastico Scialoja ha aperto le porte del proprio campo estivo a dieci giovani “Ambasciatori di Pace Saharawi”. Un’iniziativa di profondo valore civile e pedagogico, nata dal lavoro sinergico tra l’istituto, la VI Municipalità e l’Associazione Tiris OdV, che trasforma l’ospitalità estiva in una solida tradizione del territorio.
Una giornata di sport, arte e inclusione senza barriere
La mattinata ha visto gli spazi della scuola trasformarsi in un vero e proprio laboratorio di integrazione a cielo aperto. Dopo il benvenuto e una merenda condivisa nel refettorio, i piccoli ospiti e i ragazzi del campo estivo sono stati i protagonisti di una serie di attività outdoor.
Il successo della giornata è stato amplificato dal supporto di partner storici del terzo settore: il Tappeto di Iqbal: leader nei progetti di circo sociale e riscatto territoriale; ASD Ronin: che ha curato l’approccio allo sport; Save the Children: da sempre in prima linea per la tutela dei minori. Attraverso il gioco e le arti circensi, i bambini hanno superato ogni barriera linguistica, dimostrando come l’aggregazione spontanea sia il più potente strumento di pace.
Il fronte comune delle istituzioni e del terzo settore
L’alto profilo istituzionale dell’evento è stato rimarcato dalla presenza dei vertici della VI Municipalità e dei responsabili del progetto, uniti nel sottolineare la rilevanza umanitaria dell’accoglienza. Sandro Fucito (Presidente della VI Municipalità) ha commentato: “Ospitare questa iniziativa è un dovere morale e un orgoglio per la nostra comunità. Questi bambini portano con sé la storia e la dignità di un intero popolo. Vederli qui a Napoli, accolti con così tanto affetto, dimostra che le nostre periferie sanno essere centri nevralgici di solidarietà internazionale.“
Antonio Di Costanzo (Assessore LL.PP. e Mobilità della VI Municipalità): “La cura del territorio e delle sue strutture trova il suo significato più profondo quando queste ultime si animano di vita, accoglienza e inclusione. Mettere a disposizione spazi idonei e sicuri per eventi di questo spessore internazionale è una priorità. Vedere la gioia nei volti di questi bambini ripaga ogni sforzo profuso per le nostre comunità.”
Mariarca Viscovo (Assessora alle Politiche Sociali della VI Municipalità): “La cultura della pace si costruisce partendo dai più piccoli. Questa giornata non è stata soltanto una festa, ma un laboratorio di educazione alla cittadinanza globale. Ringraziamo la scuola per essersi confermata, ancora una volta, un presidio insostituibile di accoglienza“.
Francesca Doria (Presidente dell’Associazione Tiris OdV): “I bambini Saharawi nascono e crescono nei campi profughi in condizioni ambientali durissime. Offrire loro questo soggiorno in Italia significa garantire il diritto alla salute e alla spensieratezza. Trovare partner come questa scuola, che apre le sue porte per il secondo anno consecutivo, ci dà la forza per continuare a mettere l’etica al servizio dei più fragili.“
La visione della scuola: educare all’incontro
A guidare e promuovere l’incontro è stata la Dirigente Scolastica, Rosa Stornaiuolo, che ha ribadito il ruolo cruciale che l’istituzione scolastica deve ricoprire nel tessuto sociale contemporaneo. “La scuola non può limitarsi a istruire, deve educare alla vita e all’incontro con l’altro”, ha dichiarato la Dirigente. “Veder ridere insieme i nostri ragazzi e i piccoli amici Saharawi, anche grazie al ritorno dei nostri ex alunni, è la realizzazione più alta della nostra missione pedagogica. Camminare insieme alle istituzioni e al terzo settore dimostra la bellezza che nasce dalla sinergia. Un grazie speciale va ai volontari e agli accompagnatori: ci avete regalato una lezione di vita indimenticabile, piantando nei cuori dei nostri alunni un seme di solidarietà eterno“. La giornata si è conclusa intorno alle 14:00 con un grande pranzo collettivo. Un momento di convivialità che ha sancito un vero e proprio gemellaggio d’amore, destinato a lasciare un’impronta indelebile nel futuro di entrambe le comunità.
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