L’Unione Nazionale Mutilati per Servizio (UNMS) in udienza da Papa Francesco

Tutti emozionati ed uniti all’incontro speciale con Papa Francesco che l’Unione Nazionale Mutilati per Servizio (UNMS) attendeva da tempo. Così sabato 21 gennaio il Papa ha accolto con grande cordialità e calore gli iscritti provenienti da ogni parte d’Italia che compongono una delle realtà associative più storiche e “trasversali” legata, a doppio filo, al grande impegno a favore dello Stato, della pace, della legalità e della giustizia che provoca, in tanti casi, danni irreversibili alle persone e alle loro famiglie.


di francesco de rosa


Ci sono carabinieri, poliziotti, finanzieri, agenti di Polizia Penitenziaria, Guardie Forestali, vigili del Fuoco, componenti dell’Esercito Italiano, magistrati ed altre figure che sono al servizio dello Stato e che hanno trovato, lungo il loro percorso di vita e di lavoro, qualcosa che quel percorso ha modificato. Sabato 21 gennaio, piazza San Pietro è nitida ed assolata ma anche “punta” da un freddo intenso che la perturbazione polare ha fatto arrivare su molte parti d’Italia dove ancora piove. A Roma, invece, il sole ha voluto accogliere tutti i soci dell’Unione Nazionale Mutilati per Servizio che è ramificata in tutte le parti d’Italia ed è una delle realtà associative più “trasversali” dacché composta da varie esperienze umane che si sono messe al servizio della comunità nonostante i rischi e i pericoli affrontati. Ci sono generali dell’Esercito a cui il destino ha mutilato gli arti. C’è la vedova dell’ambasciatore Luca Attanasio, Zakia Seddiki, assassinato con un agguato in Congo il 2 febbraio 2021 del quale proprio Zakia ne sta portando avanti il senso ed il valore del sacrificio estremo. Sotto il colonnato di San Pietro, prima di salire nella Sala Clementina, ci sono i sorrisi, gli abbracci, qualche confidenza e tanto entusiasmo per chi si ritrova a qui a coronare un desiderio che era di molti ed era da tempo: poter stringere la mano a Papa Francesco. Alle 11.30 sono già tutti sopra ad attendere il Papa che arriva senza indugio e senza sedia a rotelle che aveva usato nelle ultime settimane.

Il Papa sorride davanti ai presenti nella splendida cornice della Sala Clementina e ringrazia tutti per il dono di un Crocifisso con l’immagine del Buon Pastore, fatto realizzare per l’occasione. I doni non finiscono. Il crocifisso è stato fatto realizzare con grande dovizia e porta la stessa forma del crocifisso scelto da Papa Francesco e messo al collo. Lo illustra ai presenti Antonio Grilletto dando il giusto risalto al lavoro svolto dalla Pontificia Fonderia di Campane Marinelli di Agnone che il crocifisso ha realizzato. Non a caso Antonio Grilletto che si è fatto tra i maggiori promotori di questa udienza speciale curando dettagli che altrimenti restavano da assolvere. Il presidente UNMS Antonino Mondello è in prima fila a riguardare il discorso che sta per fare al Papa ad avvio d’udienza. Il Papa ascolta con attenzione dando tanti cenni d’assenso. Pochi minuti e concetti essenziali bastano al presidente Mondello per trasmettere al Papa tutto l’entusiasmo e la gratitudine dei presenti ma anche il senso di un impegno associativo costante che ciascuno insegue con scrupolo. Dai vicepresidenti nazionali Salvatore Leopardi, Giordano Ferretti, Leonardo Serpa. Ma anche il Consiglio al completo con Leonardo Cassano, Carmine Diez, Paolo Mazzei, Paolo Iob, Vittorio Ghiotto, Claudio Drago, Luigi D’Ostilio. Ci sono i probiviri al completo con Emilio Corona, Vincenzo Catenaro, Federico Ceccarelli, Elisa Carusi, Annamaria D’Accampo. I nomi sono tanti altri, visi e storie di un impegno che non si ferma. Così Papa Francesco non fa mancare il suo supporto, scritto a chiare lettere in un intervento che non manca nemmeno di riferimenti ad altri accadimenti che costellano il presente in Vaticano ed altrove.

Nella foto Antonio Grilletto con il crocifisso realizzato dalla Pontificia Fonderia di Campane Marinelli di Agnone e donato al Papa

“Cari amici, buongiorno e benvenuti!” – ha esordito il Papa. “Ringrazio il Presidente per le sue parole, specialmente per avermi assicurato, a nome di tutti voi, il sostegno nella preghiera. Davvero, ne ho bisogno, questo lavoro non è facile! Grazie della vostra preghiera, è il più bel regalo che potete farmi. Ma vi ringrazio anche di cuore per il dono del Crocefisso che avete fatto realizzare per l’occasione, con l’immagine del Buon Pastore. Così le vostre preghiere sono come condensate in questa scultura. Vorrei condividere con voi due semplici pensieri, che mi vengono suggeriti dalla particolare identità della vostra associazione. Il primo è che voi, come altre realtà simili – e in Italia grazie a Dio sono molte – con questa vostra Unione vi impegnate a dare un senso sociale a quella che, individualmente, è stata un’esperienza negativa, una limitazione subita in circostanze per ognuno diverse. Questo è un aspetto di grande valore morale e spirituale. Ciascuno è invitato a superare la tendenza a chiudersi in sé stesso, nella propria condizione, per aprirsi all’incontro, alla condivisione, alla solidarietà. E questo può generare un grande cambiamento, voi lo sapete bene. Il limite, il peso da portare rimane tale, non sparisce, ma riceve un senso diverso, un senso positivo: davanti alla vostra condizione, al posto del segno “meno”, voi mettete un segno “più”. E questo è possibile farlo insieme, perché ci si sostiene a vicenda”.

“Questa trasformazione del negativo in positivo – continua Papa Francesco – è uno degli aspetti essenziali del mistero di Gesù Cristo. Qui posso solo accennarlo, ma spero che avrete modo di approfondirlo in qualche vostro incontro. In sintesi, Gesù, con la forza dell’amore di Dio, ha trasformato il male in bene, non però in astratto, in teoria, ma in sé stesso, nella sua esperienza personale, nella sua stessa carne. Il male che ha dovuto subire, culminato nella passione e nella morte di croce, Lui lo ha trasformato in sacrificio di salvezza per noi. L’ha fatto grazie all’amore del Padre suo, ricco di infinita misericordia. Questo mistero Gesù lo ha concretizzato nell’Eucaristia, quando, sapendo ciò a cui andava incontro, cioè la croce, ha reso grazie al Padre sul pane e sul vino e ha lasciato ai discepoli il sacramento del suo sacrificio. Così ha trasformato il male in bene, l’odio in amore, la violenza in guarigione. Come vi dicevo, è solo un accenno, ma merita di essere ripreso sia personalmente che insieme. La seconda riflessione, collegata a questa, mi è stata suggerita dal vostro impegno per la pace. So che per alcuni di voi la causa dell’invalidità è legata proprio a una missione di pace, o all’adempimento di un servizio all’ordine pubblico e alla legalità. E questo arricchisce, per così dire, il patrimonio morale della vostra associazione. Ma l’impegno di essere costruttori di pace vale per tutti, indipendentemente dalla storia di ognuno. Anche qui ci viene incontro la parola di Gesù che proclama: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5,9). Di fronte a una guerra che sembra un mostro invincibile, che cosa possiamo fare, oltre alla preghiera? Possiamo cercare, nella vita di tutti i giorni, di affrontare i conflitti evitando ogni violenza e sopraffazione, anche verbale. E non è facile! Perché a volte basta una parola per ferire o uccidere un fratello o una sorella. Pensiamo alla calunnia; pensiamo al chiacchiericcio, che è così usuale, è pane di ogni giorno, e fa tanto male, distrugge. Allora l’associazione può e deve diventare una forza di pace nella società, aiutando a risolvere i conflitti in modo pacifico, ricercando il bene comune e richiamando l’attenzione su chi è meno tutelato. Cari amici, vi ringrazio della vostra visita e vi incoraggio ad andare avanti nel vostro cammino associativo. Il Signore vi doni la forza di aiutare tante persone a mettere un segno “più” davanti alla loro condizione difficile. Benedico voi, benedico le vostre famiglie. E vi chiedo per favore di non dimenticarvi di pregare per me. Grazie!”

Fin qui le parole di un incontro che ha caricato d’ulteriore entusiasmo i presenti Soci dell’Associazione diffusa su tutta il territorio italiano. Ecco l’album di una udienza che resterà di sicuro a lungo tra le belle emozioni provate da molti questo sabato di gennaio al 21 del mese a Roma.

l’Album fotografico della Udienza dal Papa

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