Rocco Scotellaro e l’eredità poliedrica di un intellettuale che “rivive” a San Giorgio a Cremano in provincia di Napoli

Il prossimo 15 dicembre presso l’Istituto d’Istruzione Superiore guidato da Marina Petrucci che porta a San Giorgio a Cremano il suo nome, una giornata di studi servirà a riscoprire l’eredita fitta e poliedrica di Rocco Scotellaro, politico, poeta ed intellettuale che nacque in Basilicata il 19 aprile del 1923 e morì a Portici proprio il 15 dicembre del 1953.


Rocco Scotellaro è, senza dubbio, una di quelle figure di cui è bene, per tutti coloro che vivono e sanno del sud Italia non perdere mai tracce. Un percorso che si può fare, ben più di mezzo secolo dopo trascorso dalla sua morte, anche grazie ai suoi libri e a quelli che su di lui hanno scritto finora con sagacia e lucidità sottesi, come sono stati, tra la narrazione del suo impegno politico parimenti all’estro letterario e poetico che ebbe per intero. Era nato a Tricarico, deliziosa cittadina della Basilicata, non lontana da Matera della cui provincia fa parte. Appena 4.929 abitanti ma carica di fascino, di un centro storico e medievale tra i più belli della regione così com’è a 698 metri sul livello del mare. Con le sue tracce arabe e normanne, con la sua vita sociale e culturale ricca di spunti e di aneliti di fede e d’arte. Si scrisse già subito di Rocco Scotellaro dopo la sua morte sopraggiunta improvvisa, a soli 30 anni, proprio il 15 dicembre 1953 dacché stroncato da un infarto. Nato in una famiglia di umili origini con un padre, Vincenzo Scotellaro, che era un calzolaio e una madre Francesca Armento che restò casalinga, Rocco Scotellaro incarna tutti i temi e gli impegni dei migliori intellettuali che si sono battuti affinché il meridione d’Italia avesse sorti più proficui, uno sviluppo delle sue peculiarità, la possibilità di aprirsi al futuro senza far scappare i suoi migliori abitanti..

Il suo ponte con la Campania e con altre regioni d’Italia Rocco Scotellaro lo creò subito dacché a soli 12 anni si trasferì con la famiglia dapprima a Sicignano degli Alburni. Poi a Cava de’ Tirreni, Matera, Roma, Potenza, Trento e Tivoli. Il dramma dei contadini meridionali potette osservarlo da vicino tanto da scriverne senza riserva alcuna. Non restò indifferente, già nel corso degli studi che completò a Bari e Napoli, nemmeno all’impegno contro il regime di quegli anni dettati dal fascismo e dalla guerra. Non a caso passò per l’iscrizione al Comitato di Liberazione Nazionale, al Partito Socialista Italiano che a portò a Tricarico quando volle fondare lì la sezione Partito Socialista Italiano. Di Tricarico diventò sindaco nel 1946 quando aveva solo ventitré anni. Furono anni d’impegno e di incontri importanti. Tra questi quello con Manlio Rossi Doria e con Carlo Levi a cui, da sua stessa ammissione, ebbe modo di ispirarsi.

Nel 1950 arrivò a Portici, in provincia di Napoli accettando una proposta Manlio Rossi Doria che gli aveva proposto un incarico all’Osservatorio Agrario della città partenopea. Il suo nome si sarebbe legato doppiamente anche alla città di San Giorgio a Cremano grazie alla volontà di dedicare un Istituto d’Istruzione Superiore proprio a lui. Oggi al “Rocco Scotellaro” di San Giorgio a Cremano, grazie all’impegno e all’attenzione di Marina Petrucci, dirigente scolastica di nuovo corso che mescola il tono informale alla grande concretezza, si vanno agglutinando energie e sensibilità diverse. Tra queste, senza dubbio, Giuseppina Scognamiglio studiosa di meridionalismo e di Rocco Scotellaro in particolare; i componenti della stessa Fondazione Scotellaro che porta avanti la sua eredità culturale. Ma anche Rosaria Toneatto, Mario Esposito. Saranno loro assieme ad altri che il 15 dicembre animeranno la giornata di studi in onore di Rocco Scotellaro. Un impegno ufficiale che vedrà anche la presenza delle Amministrazioni e dei sindaci delle città di San Giorgio a Cremano Giorgio Zinno, di Portici con il sindaco Vincenzo Cuomo, di Tricarico con il sindaco Vincenzo Carbone. Una targa che sarà scoperta al termine della mattinata di studi servirà a riannodare un altro segno di passaggio tra i temi, le poesie e gli impegni che sono stati di Rocco Scotellaro. Un impegno culturale collettivo che ha coinvolto classi di alunni, tanti docenti, il lavoro di un gruppo assai vasto che il prossimo 15 dicembre è pronto a dare i suoi frutti.

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