Pino Bertelli e i suoi scatti contro la guerra. Da un libro alla mostra a nuove foto


di francesco de rosa |


Il 31 maggio del 2019 Pino Bertelli, fotoreporter che ha girato il mondo a caccia di scatti e scorci d’impatto capaci, più di ogni parola, di mettere in moto pensieri, rilanciava un post. “È arrivato il libro fotografico di Pino Bertelli, “Contro la guerra. Ritratti dall’infanzia negata”! L’intero ricavato dell’edizione del libro “Contro la guerra. Ritratti dall’infanzia negata” andrà a sostegno di padre Alex Zanotelli per aiutare la riapertura “dell’Albergo dei poveri” a Napoli e a Pierluigi Di Piazza per il “Centro Ernesto Balducci”, che dà ospitalità a profughi, migranti e rifugiati politici!” Due anni dopo, dopo il tunnel della pandemia che non non è affatto finita, si riparla di Pino Bertelli, delle sue foto e del suo impegno contro la guerra.

Da Piombino che definisce la sua ‘tana’, Pino Bertelli si presta ai media che hanno voglia di sapere di più e di scrivere attorno alla mostra Contro la guerra. Ritratti dall’infanzia negata. Dal 16 al 19 dicembre sarà questo il titolo di una rassegna fotografica che si terrà a Palazzo Velli Expo a piazza Sant’Egidio in RomaPino Bertelli parla del suo impegno, del significato che una rassegna così pensata possa dare per continuare anche ciò che resta del libro uscito nel 2019. La rassegna in programma a dicembre, sottolinea Pino Bertelli, “raccoglie 14 anni di fotografie scattate in diverse parti del mondo a fianco degli emarginati, che la maggior parte delle volte sono donne e bambini”.

Sono scatti con cui il fotografo toscano torna indietro negli anni, a quando, come fotoreporter, era stato in Africa, Sud America, Iraq, Chernobyl. Foto d’impegno e di denuncia di chi ha attraversato le terre di aventi nefasti sottese tra guerre e calamità naturali. Frame che ritraggono i lividi di una società, la sua e l nostra, lasciti mentre passa in fretta, sono traumi inflitti ad innocenti, come lo sono i bambini. “La mia – aggiunge Bertelliè una fotografia sociale a difesa degli ultimi e degli oppressi. Ho lavorato per tanti anni nella comunità di Don Gallo, poi in Brasile e a Chernobyl per cui ho scritto un libro fotografico in aiuto dei bambini che stavano lì”. I ritratti della mostra del prossimo 16 dicembre, hanno come protagonisti i tanti bambini incontrati nei luoghi di guerra e miseria durante gli anni da fotoreporter. I segni della devastazione compaiono sui loro corpi come i segni di un linguaggio parlato a senso unico, unicamente da strategie del potere: “Dovunque vai l’uomo ha sempre addosso quel concetto di potere e autorità che mi è insopportabile” sottolinea Pino Bertelli. La bambina ustionata dal napalm quando aveva soli dieci anni ne è la più cruda delle evidenze ma, ahinoi, ve ne sono molti altri.

La mostra, presentata dal Centro sperimentale di fotografia Adams nell’ambito del KromArt Expo fotografia 2021, ospiterà anche i lavori di Gaetano Di Filippo, Veronica Benedetti, Giorgio De Finis e Jack Sal

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