I bene informati, quelli che delineano profili e caratteristiche di termini e concetti non attingono solo all’etimologia delle parole. Intanto, la Treccani dice la parola italiana “talento” deriva dal latino talentum, che a sua volta proviene dal greco tálanton (τάλαντον), l’unità di misura di massa, peso e moneta nell’antica Grecia. L’etimologia greca è collegata alla radice tla (“portare”), indicando originariamente il carico portato da una persona, e da qui il senso di dono o peso affidato. Se poi l’orizzonte cognitivo si allarga e mettiamo dentro altre dinamiche che attingono a quel misto che incrocia genetica, psicologia, studio, educazione, inclinazione, comportamento e nascita di un talento comprendiamo e leggiamo che “un talento nasce da una combinazione complessa di fattori innati (genetiche), ambientali (educazione, stimoli, contesto) e psicologici (motivazione, grinta, fiducia), che interagiscono per far emergere e sviluppare una predisposizione naturale verso un’abilità specifica. Il talento, definito come un’eccellenza naturale in un campo, necessita di riconoscimento, ambiente favorevole, allenamento e una forte spinta interiore per essere coltivato e trasformarsi in successo”. in “Associazione Suoni&migranti APS” come in redazione e in conversazioni meno formali e ci siamo chiesti “che cosa possiamo fare per aiutare a capire il proprio talento a tanti ragazzi che hanno difficoltà ad individuarlo per davvero?”, E ancora “come lo si può coltivare, supportare, nutrire il proprio talento a qualsiasi età?” E quanti ne passano davanti che hanno talenti e nemmeno ci accorgiamo o si accorgono? Uscendo del tutto da una logica perversa di competizione che per esclusione dentro la quale facciamo triturare tutto e tutti, abbiamo immaginato che “coltivare talenti” deve avere logiche inclusive. E non vuol dire mettere a gara gli alunni di una classe (dalla primaria alla secondaria superiore fino agli universitari) o gli artigiani e i professionisti di una stessa abilità (dai cuochi ai pizzaioli, dai liutai ai falegnami, dagli scrittori o fumettisti, dagli insegnanti ai musicisti) fino a qualsiasi ambito di arti, mestieri e competenze. Per realizzare tutto questo stiamo chiedendo aiuto e coinvolgimento, pari grado, a scuole, associazioni, istituzioni, imprese. Perché per coltivare talenti e supportarli c’è bisogno di tutti a qualsiasi età dacché nessuna età e skill o competenza è esclusa. Perché qualsiasi luogo sociale, scuola, classe, ente, istituzione può conoscere, esaltarlo o soffocarlo il talento che ciascuno, a qualsiasi età, si porta dentro. Si tratta di un percorso e un tema che dobbiamo imparare a vedere da più angolazioni e senza la presunzione di dire parole definitive. Né di volere o poter dare risposte a tutte le domande che abbiamo, ciascuno di noi, quando ci troviamo davanti ad al fascino di un concetto così primordiale e vitale come lo è il tema dei talenti che possiamo avere o abbiamo. Come capire che talento abbiamo? E come fare di ogni ostacolo un punto di forza per poterli coltivare? E ancora quale lice di discernimento può bastare? Quanti cattivi esempi, educatori, coach, insegnanti o maestri ci portano su strade sbagliate in tema talenti? Quanti Mozart, Einstein, Michelangelo ed altre icone di altri campi dell’agire umano potevano essere e non ci sono stati? Così il cammino alla ricerca del nostro talento è sempre un cammino di vita che si sceglie e capisce sul campo se solo trova supporti, persone e giusti contesti. Ecco il Protocollo d’Intesa che abbiamo redatto per le scuole assai simile a quello che proponiamo ad associazioni de altre istituzioni. Con la lista (che aggiorneremo in tempo reale) di chi lo ha già firmato…

PREMESSO
- che tante volte in questi anni il richiamo ad un «Manifesto della Cultura» ha mirato a rendere accessibili a tutti i percorsi d’evoluzione e della crescita che ogni collettività mette in atto e soprattutto nelle Istituzioni scolastiche italiane di ogni ordine e grado, di ogni posto e regione d’Italia;
- che tanti e tutti nobili sono gli obiettivi della Scuola italiana che affianca al compito “dell’insegnare ad apprendere” quello “dell’insegnare ad essere” con l’obiettivo di valorizzare l’unicità e la singolarità dell’identità culturale di ogni studente e di accrescerne le competenze per il raggiungimento di un pieno successo formativo in ogni campo e settore dove gli studenti hanno voglia ed il sogno di cimentarsi per essere protagonisti nel mondo del lavoro, della ricerca, delle occupazioni con cui le nostre comunità hanno l’occasione unica di evolversi e di migliorare il mondo;
- che «quella che stiamo vivendo . come ricordava Francesco Bergoglio – non è semplicemente un’epoca di cambiamenti, ma un cambiamento d’epoca. Uno di quei momenti nei quali i cambiamenti non sono più lineari, bensì epocali e costituiscono delle scelte che trasformano velocemente il modo di vivere, di relazionarsi, di comunicare ed elaborare il pensiero, di rapportarsi tra le generazioni umane e di comprendere e di vivere la fede e la scienza” ma anche ogni altro ambito dell’agire umano;
- che tutti siamo chiamati a creare quella rete virtuale, concreta e di legalità e meritocrazie tra Scuole, indirizzi del sapere, curvature formative e comunità didattiche affinché nessuno rimanga indietro né sia escluso nel panorama del prossimo futuro così inedito, nuovo ed imperscrutabile a vederlo da qui;
- che esiste da sempre, anche nelle società più opulente e non solo, un cibo per il corpo ed un cibo per la mente ed entrambi diventano indispensabili ad ogni età e al nostro stare al mondo;
- che tutti i saperi concorrono alla creazione di comunità consapevoli pronte ad assorbire l’enorme flusso di informazioni che ogni giorno ciascuno è «destinato» a subire dai nuovi media, dai socialmedia e da ogni altro strumento mediatico. Trovandosi spesso nella difficoltà di mettere in atto quell’efficace discernimento tra il vero ed il falso, il falso e l’inverosimile, il costruito ad arte o generato da sempre più affinate intelligenze artificiali messe in moto per mano umana;
- che ogni tema culturale e formativo, ogni disciplina, ogni mestiere, ogni talento agglutina, connette e pone interdipendenze tra enti nazionali ed internazionali, scuole, università, associazioni, imprese, saperi, la filiera agroalimentare, i processi complessi delle economie di mercato che si occupano di processare metodi, beni, informazioni e servizi, il cibo materiale e quello che dona il sapere. Nonché le competenze più diverse, la comunità dei ricercatori (medici, biologi, fisici, chimici, artisti, poeti, musicisti e letterati, cuochi ed architetti, docenti ed informatici, giornalisti ed ingegneri, politici ed intellettuali), la ricerca scientifica tutta che può indicare il modo migliore per tutelare l’ambiente e la nostra salute fisica e mentale se tuteliamo anche i nostri talenti, le produzioni di eccellenza, i nostri migliori saperi e le nostre democrazie trovano difesa davanti alla fake news, alla campagne d’odio, alla fazione perniciosa ed ideologica degli opposti;
- che l’obiettivo del Protocollo di Milano, per esempio, non a caso, sul tema del cibo per il corpo, è proprio quello di sensibilizzare il governo, le istituzioni e l’opinione pubblica sull’urgenza di agire per raggiungere una maggiore sostenibilità alimentare, per arginare la povertà nel mondo e soprattutto la fame che colpisce ancora troppi essere umani;
- che l’Agenda 2030, nel contempo, auspica la migliore sinergia tra tutti gli “attori” diversi che compongono la variegata rappresentanza di coloro che agiscono nell’ambito della grande community food. Di chi produce cibo, di chi lo distribuisce, di chi lo porta a tavola, di chi lo cucina, di chi ne fa una sapiente e saggia professione, di chi argomenta attorno ad esso;
- che nelle diverse tappe di cui si compongono i percorsi degli studenti di ogni indirizzo scolastico resta cardine quel collegamento che ogni Scuola deve avere con il mondo presente e quello futuro degli sbocchi professionali, dei tanti «genius loci» dei territori locali, delle imprese, delle altre realtà culturali e d’impegno civile, delle professioni, delle altre Istituzioni pubbliche e private. Mai quindi chiudendosi in autoreferenzialità di maniera né in competizioni sfrenate né sopra gli altri né sopra gli altri istituti concorrenti del proprio territorio. Al contrario, agendo affinché si riescano ad individuare e ad esaltare i tanti talenti dei propri alunni che, tante volte, nemmeno hanno una vera e concreta possibilità per potersi esprimere quando terminato (anche con pieno successo) il proprio percorso scolastico e formativo;
- che ogni indirizzo degli Istituti Tecnici (dal turismo alla moda, dalla ricerca alla ospitalità, dall’economia al food, dall’innovazione alle tecnologie) nonché i percorsi di fucina e formazione dei Licei sempre cruciali troveranno con «Coltiviamo Talenti» la testimonianza e l’impegno di associazioni e di realtà d’eccellenza nonché la notorietà di Ceo, Capitani d’Azienda, ricercatori e luminari delle scienze. Nonché chef stellati, cuochi gourmet, ricercatori, scienziati, protagonisti di luoghi dove il futuro, in ogni campo dello scibile umano, si accoglie, prepara, induce a nuove sfide, porta preveggenze d’avvenire e battaglie lodevoli per l’interesse di tutti;
RITENUTO OPPORTUNO
- che la migliore forma di collaborazione tra enti pubblici e privati, associazioni, imprese, realtà redazionali, scuole rappresenti una svolta per rafforzare il raggiungimento degli obiettivi di ciascuno e soprattutto il perseguimento degli scopi più nobili;
- che un Protocollo d’Intesa in grado di costruire quei momenti di collaborazione proficua e duratura sia necessario per contribuire alla valorizzazione dei territori, delle opportunità e dello sviluppo di tutte le realtà, le imprese, le scuole.
RICONOSCENDO
tutti assieme l’urgenza di passare dai nobili intenti ad un percorso pragmatico che possa dare corso a tutto quanto considerato, i firmatari del seguente Protocollo d’Intesa, di seguito congiuntamente definiti come le “Parti”, convengono e stipulano quanto segue.
Art. 1
(Premesse)
Il contenuto delle premesse costituisce parte integrante e sostanziale del presente Protocollo d’Intesa (nel seguito anche “Protocollo”).
Art. 2
(Finalità e Obiettivi)
Con la sottoscrizione del presente atto, le Parti intendono individuare forme di raccordo, metodologie e strumenti per programmare e coordinare le rispettive attività, nello svolgimento dei propri compiti istituzionali, in un quadro di riferimento definito instaurando un rapporto di collaborazione finalizzato a:
a) promuovere e diffondere una cultura che sia fondamento di saperi (dai settori del cibo ed horeca a quelli dei servizi e della ricerca scientifica e tecnologica; dai caposaldi dell’accoglienza ad altre affascinanti settorialità) e rafforzare le competenze dei Responsabili per il ricupero delle migliori tradizioni; dalla difesa della fertilità del suolo e la tutela dell’ambiente alla capacità di creare imprese ed occupazione nell’ambito delle produzioni innovative di qualità in ogni campo a partire da quello del nutrimento quotidiano;
b) mettere a disposizione i patrimoni informativi e le competenze massimizzando gli effetti sinergici potenzialmente scaturenti dalle attività di rispettiva competenza;
c) fornire, mediante le proprie reti di competenze, supporto alla modellazione di ecosistemi e in generale contribuire alle loro attività;
d) promuovere e supportare la costruzione di una rete dei Responsabili per tutelare le produzioni di qualità e il sostegno ai talenti che operano nel mondo variegato dei lavoro, delle imprese, dei mestieri e delle professioni;
e) favorire ogni virtuosismo nei sistemi produttivi che non veda solo il profitto dei singoli ma anche le responsabilità collettiva e l’inclusione dei talenti che abbiamo in mente di coltivare;
f) definire uno schema di regolamento per l’uso delle risorse ambientali e della ricchezza delle produzioni in collaborazione con le migliori imprese che sono nelle diverse filiere;
g) definire ed avviare iniziative comuni su temi e tematiche che creino sane collaborazioni tra enti, associazioni, imprese e scuole. Ma anche una vera conoscenza dei mercati, delle tecnologie, delle innovazioni, delle ricerche, dei cibi e delle sane produzioni che sono in tutte le stagioni dell’anno.
Art. 3
(Azioni)
Le prime azioni attuative in riferimento agli obiettivi di cui all’articolo 2 del presente atto avranno come oggetto:
1) l’avvio degli Osservatori tematici che «coltivino talenti» e coinvolgano più scuole con indirizzi affini se non identici affinché il punto di osservazione, le prassi, gli orizzonti, i contributi possano originarsi da confronti costruttivi, una cultura della cooperazione, la realtà di una rete tra agenzie educative;
2) l’avvio del progetto «La Scuola dei Mestieri» (soprattutto quelli che vanno scomparendo ma anche i nuovi) che potrà realizzarsi grazie alla sinergia indispensabile tra i vari Istituti e le imprese, le associazioni, le realtà altre istituzionali. Un progetto i cui dettagli saranno definiti assieme con il fine esclusivo di attingere dalle Scuole firmatarie talenti, professionalità e competenze in ogni ambito ed indotto culturale, economico e sociale;
3) la possibilità concreta e pianificata che gli alunni degli Istituti qui firmatari possano vivere presso le realtà d’impresa e di professioni qui firmatarie, occasioni d’interazione, esperienze e periodi di alternanza scuola/lavoro proficui e significativi da cui attingere conoscenze pratiche, spunti per il futuro e momenti formativi definiti ed utili sia al percorso scolastico dei ragazzi che alla vita e all’organizzazione degli opifici delle Aziende , dei Mestieri e delle Professioni;
4) la possibilità di interagire, nelle modalità che via via si riterranno opportune, con il programma delle masterclass, delle speech e delle altre occasioni dove panel, presentazioni di libri ed altro saranno realizzati;
5) la possibilità di poter proporre l’ingresso nel mondo del lavoro a quegli alunni che si sono diplomati con i migliori risultati presso gli Istituti che hanno sottoscritto il presente Protocollo d’Intesa e che hanno voglia e volontà di iniziare esperienze nel mondo del lavoro e delle professioni;
6) l’attenzione a riconoscere il miglior lavoro che viene svolto dalle tante Scuole che sono sul territorio impegnate a preparare le giovani generazione ad un futuro consapevole in tema di biodiversità, ambiente, nuove tecnologie, cibo, produzione d’eccellenza, benessere e salute dei cittadini;
7) il sostegno reciproco a campagne di sensibilizzazione attorno ai temi più nobili e più propri dei percorsi che si sostengono che possano arricchire il valore della presenza sui territori dove si agisce con finalità diverse ma, pur sempre, con lo scopo comune di migliorarlo e renderlo più vivibile;
8) l’attenzione comune a tutelare il grande patrimonio italiano dell’artigianato, della ricerca, della medicina, dell’innovazione, dell’agroalimentare che è capace di generare il nostro modello produttivo, sociale e culturale con tipicità, eccellenze e filiere delle quali ciascun attore (impresa, scuola, associazione e giornalismo) si può far tappa in una rete di supporto e di valorizzazione che diventa circolo virtuoso, evento, iniziativa, campagna divulgativa, approfondimento, azione economica e sociale. Le Parti potranno definire, di comune accordo, ulteriori azioni in relazione agli obiettivi di cui all’articolo 2 da intraprendere mediante piani operativi attuativi del presente Protocollo.
Art. 4
(Ambito di competenza delle Parti)
Per il raggiungimento degli obiettivi di cui all’art. 2, in particolare, le Parti si organizzeranno autonomamente secondo le proprie “mission” e gli obiettivi che essi hanno da raggiungere. Tutti dentro un virtuoso connubio e compartecipazione tra pubblico e privato che all’unisono perseguono, per strade diverse, il miglior risultato. Pronte a creare la migliore collaborazione per la migliore riuscita delle finalità che fanno parte del presente Protocollo d’Intesa.
Art. 5
(Piani operativi)
- Le Parti definiscono uno o più Piani operativi nei quali vengono dettagliate le azioni individuate dall’art. 3 del presente atto ed eventuali altri accordi, le relative attività e i tempi di svolgimento delle stesse.
- Il singolo Piano operativo può essere oggetto di modifica o integrazione da parte del Comitato di coordinamento di cui all’articolo 6 del presente atto.
- Il singolo Piano operativo può avere durata variabile che, in ogni caso, non può superare la durata di validità del Protocollo medesimo.
Art. 6
(Comitato di coordinamento)
- Al fine di assicurare il migliore raccordo delle attività da porre in essere per l’attuazione del presente Protocollo, le Parti convengono nella costituzione di un Comitato di coordinamento (nel seguito anche “Comitato”) che ha anche il compito di proporre e approvare eventuali aggiornamenti ai singoli Piani operativi.
- Il Comitato è composto da ciascuno dei componenti che siglano il presente Protocollo d’Intesa nel numero di almeno due rappresentanti per Istituto scolastico.
- Il Comitato si riunisce con cadenza bimestrale o qualora una delle Parti ne faccia richiesta.
- Ciascuna delle Parti si riserva il diritto di sostituire il proprio rappresentante dandone tempestiva comunicazione alle altre Parti.
- La partecipazione al Comitato non ha diritto ad alcun compenso.
Art. 7
(Oneri economici)
Il Protocollo e i singoli Piani operativi non prevedono impegni di natura economico-finanziaria tra le Parti.
Art. 8
(Durata e rinnovo)
- Il presente Protocollo ha validità quinquennale.
- Il Protocollo potrà è rinnovato tacitamente e rescisso a richiesta di una delle parti in qualsiasi momento come recita il successivo articolo 10.
- Per la durata dei singoli Piani operativi si applica la disciplina di cui all’articolo 5 del presente atto.
Art. 9
(Modifiche)
Qualora si verificasse la necessità di ampliare e/o modificare gli obiettivi e le azioni del presente atto, le modifiche dovranno essere previamente concordate tra le Parti e definite con atto scritto.
Art. 10
(Recesso)
Ciascuna delle Parti ha facoltà di recedere dal presente Protocollo previo preavviso e comunicazione ufficiale all’indirizzo coltiviamotalentiassieme@gmail.com da inviare almeno 15 giorni prima alle altre Parti, nel rispetto dei tempi e delle modalità delle attività in corso o programmate definiti nei singoli Piani operativi.
Art. 11
(Riservatezza)
- Ciascuna delle Parti si impegna a non portare a conoscenza di terzi dati, informazioni, documenti e notizie di carattere riservato riguardanti l’altra parte o le Terze parti di cui dovesse venire a conoscenza, a qualunque titolo, in ragione dello svolgimento delle attività di cui al presente atto;
- Ciascuna delle Parti si impegna, altresì, a non eseguire copie, estratti, note o elaborazioni di qualsiasi genere di documenti riguardanti l’altra Parte, dei quali sia eventualmente venuta in possesso.


