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Due serate, quelle del 24 e 25 aprile, ed una trama per nulla scontata quella che Anita Cristiano porta al teatro Pompeo Centanni presso il Centro Ester di Barra (Napoli). “È nu fatt’ do nuosto!” è un’espressione che in napoletano indica tutto ciò che gli altri possono sapere, vedere, ascoltare, leggere… . Ma che non possono realmente comprendere profondamente finché non vestono quei panni, quel tempo o quella precisa storia. In questo caso “È nu fatt’ do nuosto”, scritto e diretto da Anita Cristiano con le coreografie di Michele Cuomo, riguarda tutto il mondo delle donne, dalle cose più semplici della quotidianità a quelle più complesse del mondo interiore. Sacrifici, gioie, dolori, sofferenze, segreti, frustrazioni, successi, traguardi, consapevolezze, sentimenti. Spesso le donne, per il solo fatto di scambiarsele, trovano nelle altre donne pezzi di sé. L’altra si sente accolta dall’altra e questo crea complicità, affinità, riconoscimento. La scelta del cast, inizialmente casuale, mossa da entusiasmo e condivisione, si è poi rivelata provvidenziale in quanto ha unito, fino a farle fondere, identità diverse, vissuti, generazioni, formazioni personali e professionali. Ciascuna ha potuto riconoscersi nel pezzo di un’altra e viceversa.
di francesco de rosa
Anita Cristiano recita da oltre 16 anni per una passione nata fin da quando era bambina grazie ai suoi genitori che, ancora piccolissima, le facevano vivere l’esperienza del teatro. Il resto dell’opera, anzi della passione smodata per il mondo del teatro, l’hanno fatta, nella casa dei natali, tutte le videocassette delle opere di Edoardo De Filippo, icone di stagioni non digitali dacché ancora del tutto analogiche dove il teatro era, ispirazione e risvolto, ma anche puro stile di vita e di racconto. Anita Cristiano è fatta così. Sorriso spontaneo, ottimismo innato e vitalità a mille. Tanto che respirare libri, cultura e teatro sin da ragazzina è stato viatico del suo stile di vita. L’occasione si è presentata a lei negli anni post universitari quando si è avvicinata al testo di copioni teatrali per metterli in scena. Un percorso compiuto grazie ad un paio di compagnie teatrali per un vissuto pieno di emozioni tra testi classici ed avanguardie.
L’anno mirabile è stato questo, il 2026, quando con la sua compagnia precedente il sogno di portare in scena un proprio lavoro teatrale si è fatto più concreto sottratto di soppiatto al cantiere delle idee. La prova generale è arrivata nella scuola dove lei insegna, il Pacioli di Sant’Anastasia, e dove si è cimentata, lo scorso anno, in un lavoro teatrale con i suoi alunni. Ora “È nu fatt’ do nuosto” è nato anche “grazie” alle donne da cui è stata sempre circondata: tre sorelle, la mamma, le nipotine femmine, 2 figlie femmine e tantissime amiche. Un laboratorio di vita, generazioni, storie e resistenze dentro il quale ha preso forma lo spettacolo del 24 e 25 aprile. In scena “È nu fatt’ do nuosto” è portato da una compagnia, quella di Anita Cristiano, nata a gennaio, che si chiama Centoatti, composta, manco a dirlo, da sole donne. Come dire quando l’unione tra persone rende possibile le cose e se non le rende ci pensa la tenacia di madre natura. “È nu fatt’ do nuosto” battezza, di fatto, la nascita della compagnia di Anita Cristiano. A Barra (Napoli), il 24 e 25 aprile, 20.30 presso il Teatro Centoatti al Centro Ester, culla e agone di tanti talenti sottesi tra cultura, fede ed impegno civile.









