Un anno fa, il 20 gennaio del 2025, Donald Trump tornava a governare gli Stati Uniti d’America uno degli uomini più controversi della storia americana. Abile prestigiatore e giocatore d’azzardo, coinvolto in scandali, sospetti, accuse gravi eppure capace di aggregare tutti i repubblicani americani nonostante i distinguo di molti tra loro che non lo hanno mai apprezzato.
di francesco de rosa |
A governare Donald Trump ci è tornato sotto il vento di una destra che è riuscita a farsi eleggere con la stragrande maggioranza. Con l’idea che l’uomo forte può vincere tutti i mali degli States e una crisi economica acuta in mezzo ad un mondo che cambia assieme alla sua economia. Lo hanno seguito o costretto a seguire anche i miliardari del mondo digitale. In dodici mesi Trump ha distrutto equilibri fragile ma cruciali. Ha messo dazi, lo ha tolti. ha minacciato, offeso con parole volgari giornalisti e donne reporter. Ha umiliato l’Ucraina e supportato guerre in altre parti del mondo (vedi Gaza e paesi limitrofi) autocandidandosi ad icona di pace e persino al Nobel.
Narcisista come pochi al mondo è diventato l’eroe di molti in molti posti del mondo che amano il potere dell’uomo che detiene senza limiti il potere che ha. Ha messo le mani sul Venezuela in nome della lotta ad un despota come Maduro accaparrandosi di fatto il petrolio di quel Paese e minacciando tutta l’America latina. Ora vuole, a tutti i costi, la Groenlandia perché gli serve, ha detto. Rimettendo dazi alle nazioni europee che manderanno soldati su quell’isola per difenderne la sovranità.
Altre cose usciranno dalla testa di un uomo che gioca d’azzardo e che per alcuni (ahimè) è già un eroe della storia mentre per molti altri, me compreso, è solo una iattura della storia, una scheggia impazzita, una malattia della democrazia. Un uomo che dice tutto ed il contrario di tutto. Che insulta, denigra, afferma discriminazioni. Uno che trova mille sintonie con Putin a cui lo lega un modo di fare che non ammette contraddittorio.
Ad un anno della sua rielezione quale altra magia uscirà dalla bocca del tycon che è diventata una parodia di se stesso? E come leggono (leggiamo) nel resto del mondo questo modo di fare? Chi è Trump ad un anno dalla sua rielezione? Un cinico prestigiatore che fa solo i propri interessi o un visionario che ha un modello del tutto nuovo per rivoluzionare il mondo che abbiamo finora conosciuto? Voglio porre domande ma le io le mie risposte le ho maturate ma non la posso manifestarle per non essere fermato in aeroporto mentre mi reco per lavoro negli Stati Uniti d’America. Che brutta fine che ha fatto l’America dei diritti umani! In fondo andare a vedere i profili di chi si reca in America è stata l’intenzione dichiarata del governo Trump di recente. Come è bella la democrazia quando è praticata! E come è brutto quando la si nega!
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