Si parte da un Istituto storico che a Pomigliano d’Arco (Napoli) ha segnato tutto il dopoguerra grazie al legame profondo che, sin dal principio, l’Istituto Tecnico Barsanti ha avuto con le industrie di Pomigliano d’Arco, città operosa della provincia di Napoli. Francesco De Rosa è andato ad incontrare la dirigente Carmela Mosca, i docenti e gli alunni del Barsanti di Pomigliano per registrare la prima puntata di un viaggio che lo porterà tra diverse scuole italiane. Si chiama “Ti racconto la mia scuola” il viaggio in cui docenti, dirigenti ed alunni raccontano la loro scuola. E così hanno fatto, raccolti da perfetto stile giornalistico, per documentare legami ed entusiasmi, la ricerca che nei laboratori del Barsanti docenti storici, accanto a quelli più giovani, fanno sodalizio per trasmettere competenze, innovazione e far scattare scintille di talenti. Ne è venuta fuori una prima puntata d’esordio che mercoledì 3 dicembre sarà presentata, in anteprima, proprio al Barsanti alle ore 10.
La prima delle puntate che racconterà molte scuole italiane per la serie che ha il titolo “Ti racconto la mia scuola” è fatta. Ha dentro tutte le belle cose, i visi, l’attenzione, i dettagli della ricerca mista a innovazione che al Barsanti, l’Istituto Tecnico e superiore storico di Pomigliano d’Arco fa incontrare attraverso generazioni, età, entusiasmi e talenti, le “missioni” e i mestieri di vita che saranno e sono. Tutti e tutto attorno ai tanti laboratori, alla didattica e al modo di fare “comunità educanda” che al Barsanti, senza autoreferenze di prassi, vuole farsi strada, aumentare sempre di più, guidare ogni passo quotidiano. Più di 1400 alunni, decine di docenti tra cui ingegneri ed esperti di energie alternative, un gruppo attento di personale Ata assieme a tante altre professionalità che fanno sodalizio con gli alunni dal primo all’ultimo anno. Per l’occasione direttamente dal testo di narrazione che l’Autore del programma e di tutte le puntate che andranno in rete ed in onda quando si chiuderà l’accordo di programmazione con Rai Scuola che si è già messo in moto, il giornalista Francesco De Rosa ci anticipa qui ciò che lo ha guidato nella realizzazione di questa prima puntata in terra di Pomigliano.
«Il mio primo viaggio – ha scritto e narrato Francesco De Rosa per la puntata sul Barsanti – all’interno delle scuole d’Italia con “Ti racconto la mia scuola” inizia a Pomigliano d’Arco, provincia di Napoli. La città delle fabbriche, degli aerei e delle auto, dello sviluppo tecnologico e delle rivendicazioni operaie negli anni ’60 e ‘70. Inizio dal Barsanti, che al battesimo fu Nicolò ma tutti lo chiamarono Eugenio. Ingegnere e inventore italiano, ideatore e costruttore del primo motore a combustione interna funzionante che nacque nel 1821 a Pietrasanta. Il Barsanti invece, l’Istituto Tecnico Industriale per antonomasia che è a Pomigliano d’Arco, nacque nel 1959 con l’istituzione di due prime classi. Era una sezione staccata dell’Istituto Tecnico Industriale “Leonardo da Vinci” di Napoli da cui il Barsanti si staccò divenendo autonomo nell’anno scolastico 1962/63. Nell’anno scolastico 1964/65 al corso diurno venne affiancato il corso serale per dare, come si chiedeva in quegli anni giovani ben formati che le industrie locali dovevano affiancare al proprio personale tecnico. Due anni dopo, anno scolastico 1966/67, all’indirizzo meccanico venne affiancato l’indirizzo elettrotecnico. Ma fu nell’anno scolastico 1978/79 che l’Amministrazione Provinciale riuscì a completare la realizzazione di questa sede in Via M. Leone che rappresenta, ancora oggi, una delle strutture architettoniche più valide e singolari realizzate nel corso degli anni sul territorio campano e nazionale.
Al Barsanti c’è Carmela Mosca, dirigente scolastica entusiasta che non mette distanze, che non tiene alla larga i problemi e nemmeno i suoi docenti né gli alunni. Perché una scuola è fatta soprattutto di persone, di chi apprende con lo studio il mestiere della vita, di chi organizza didattica e laboratori, di chi fa lezione mettendoci il cuore. Ed è fatta di alunni attorno a cui tutto deve girare nel modo migliore affinché la scintilla del sapere possa pervadere le loro giovani vita. Mi colpisce una targa che al Barsanti qualche anno fa vollero apporre per ricordare “gli allievi prematuramente scomparsi”. Un segno di civiltà e di memoria affinché nessuno qui passi invano. Carmela Mosca mi porta lungo i corridoi del Barsanti che sembra ben delimitato ma se ci stai dentro il viaggio si fa ricco ed entusiasmante perché lega presente e futuro».






