“Raccogliendo le sue ultime forze, Elias gli tese la mano per salutarlo, ma Sebastian fece qualcosa di inaspettato: si gettò sul Kantor per abbracciarlo forte. Fu solo per qualche secondo, poi, senza guardarlo, si girò di colpo e uscì dalla stanza.
Elias non seppe mai per quanto tempo rimase immobile, in piedi, ancora con la mano ferma a mezz’aria tesa verso il nulla. Un minuto, forse mezz’ora. Nel suo cuore sentì nascere il seme di un pensiero che avrebbe innaffiato ogni giorno a venire, fino a trasformarsi in granitica certezza: non avrebbe mai più rivisto Sebastian, il ‘suo’ Sebastian”.

Cesare Picco, Sebastian, Rizzoli

Sebastian è un magnifico libro musicale, che gronda amore ad ogni rigo. Appartiene forse al genere dei romanzi di formazione, e avrebbe potuto scriverlo Hermann Hesse per levità di tratto, o Thomas Mann per profondità d’allusioni e competenza d’arte.
L’ha invece composto Cesare Picco, consegnandoci questa dichiarazione senza veli, questa confessione di resa alla bellezza della musica, all’inspiegabilità del genio; un libro che spiazza e genera stupore, che ci fa desiderare di cogliere le medesime visioni di un dono assai prossimo alla trascendenza, e che ci parla di un talento che sfiora la luce per tutta la vita, salvo poi trovare in vecchiaia la cecità e l’abisso della morte, non solitaria tuttavia, ma tra le braccia di colei che il Genio aveva accompagnato per mezza vita.
Il Genio di cui si narra è Giovanni Sebastiano Bach, e solo passando per la sua musica si può comprendere l’architettura eretta dalle ‘cattedrali di suono’ occidentali, perdonare l’arroganza di un sistema chiuso e simmetrico, quello “ben temperato”: per questo, ogni capitolo ha il nome di un brano celebre di Bach. Ogni pagina può quindi leggersi con un sottofondo che non è solo frutto dell’allegoria costruttiva del romanzo, ma che rappresenta un’esperienza realmente possibile in tempi di reti e di facile reperimento di musica non gravata da diritti d’autore, ad esempio su YouTube.
Quando leggerete questo straordinario romanzo, di uno straordinario autore, anch’egli baciato dal genio della composizione e dell’improvvisazione su tastiere (Cesare Picco ama e suona il clavicordo, il pianoforte e ogni altro tipo di tastiera), non mancate di far ciò: col vostro device mettete su il brano che intitola i vari capitoli, e la vostra esperienza immersiva sarà totale, completa, appropriata. Buona lettura, buona iniziazione, buon Sebastian e… grazie, Cesare Picco, per questo magnifico dono.
GIROLAMO DE SIMONE

Cesare Picco, Sebastian. Il viaggio che ha cambiato la vita e la musica di Johann Sebastian Bach, Rizzoli, ottobre 2019

Sebastian, il libro di Cesare Picco
Cesare Picco (ph GDS)

Girolamo De Simone
gimofebbraio2012@gmail.com

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